Akumal e Yucatan 1996

9 - 24 luglio

 

 

La penisola dello Yucatán è territorio dei Maya. Eredi di una storia gloriosa e spesso violenta, i Maya vivono ancora oggi nei luoghi abitati mille anni fa dai loro antenati. La penisola dello Yucatán offre una sorprendente varietà: siti archeologici, città coloniali, stazioni balneari e tranquilli tratti di costa popolati in gran parte da uccelli tropicali. Vi sono imponenti siti maya nei pressi di Mérida a Uxmal e a Chichén Itzá. Ma lo stato costiero del Quintana Roo attira anche molti turisti amanti del sole con le sue isole e le spiagge di sabbia bianca.

La penisola dello Yucàtan è una delle mete più interessanti per un viaggio in Messico.

In effetti, i centri di richiamo sono molteplici, a cominciare dai famosi siti archeologici dell'epoca maya come Chichén Itzà, non distante dalla capitale della regione Mérida, ma anche Uxmal, a sud della capitale, merita indubbiamente una visita approfondita con la sua Piramide dell'Indovino, la più straordinaria di tutte le piramidi messicane, che si innalza dalla sua base ovale fino a un tempio che si trova a circa 30 m dal suolo, con un'ampia ma quasi impossibilmente ripida scalinata su ogni lato. Chichén Itzà rimane il sito più famoso del Messico, copre un area di 300 ettari e racchiude i resti di una città maya che prosperò dal IX al XII sec. d.C. . Merida, la pittoresca capitale dello Yucatàn, vanta origini maya e un pizzico d'atmosfera europea essendo stata fondata da Francisco de Montejo nel 1542; offre un vivacissimo mercato con bei prodotti artigianali e parecchie cose da vedere a cominciare dalla Cattedrale cinquecentesca e il Parque Santa Lucia, ritrovo serale dei musicisti. Ad est della penisola troviamo Cancun, famosa località balneare con belle spiagge, (e a mio parete troppi alberghi), da dove è possibile, in battello, raggiungere Isla Mujeres con la sua barriera corallina o la più distante Isla Contoy che ospita una riserva ornitologica. Scendendo la costa in direzione sud, a circa 130 km, si incontra il sito di Tulum, posto su una scogliera che guarda il Mar dei Caraibi, uno dei più pittoreschi siti maya e unico nel suo genere: infatti è l' unico sito maya edificato direttamente sul mare.

(Fate click sulle immagini e visualizzerete una versione piu' grande)

il nostro hotel: il Ventaclub Akumal

 

Playa X'cacel
una spiaggia di Cozumel

 

parco acquatico di Xcaret
in questo parco è possibile visitare un acquario, fare il bagno coi delfini, fare snorkeling e assistere a vari spettacoli tipici, rappresentativi delle vecchie tradizioni maya

sopra i voladores.

La danza rituale dei Voladores (o uomini uccello) è di origine totonaca e celebra la fertilità e la dea del mais.Un tempo era eseguita in occasione del Corpus Domini mentre oggi è diventata un'attrazione turistica.

Tutto il villaggio si riuniva ai piedi di un palo alto 30 metri, i danzatori indossavano (come ora) pantaloni rossi, una camicia bianca e un cappello pieno di nastri.

Un capo-danza issato su di una minuscola piattaforma alla sommità del palo balla e allo stesso tempo suona il flauto: egli simboleggia il Sole; in seguito ordina ai Voladores, seduti ai suoi piedi, di gettarsi nel vuoto.I volteggiatori, solidamente assicurati in vita, girando vorticosamente con la testa in basso descrivono cerchi man mano più larghi, arrivati vicino al suolo si raddrizzano e ricadono in piedi.

Ciascuno dei quattro Voladores, che simboleggiano i quattro elementi naturali (terra, aria, acqua, fuoco), ha eseguito 13 rotazioni, in totale 52 cerchi, numero magico corrispondente ai 52 anni del ciclo precolombiano.

 

Valladolid

la chiesa di Valladolid e il mercato coperto. Le signore hanno sempre gli abiti tipici riccamente ricamati e, alla richiesta di poter fare una foto, si sono messe in posa offrendomi un sorriso dolcissimo. La merce è sempre esposta in modo impeccabilmente ordinato.

Sotto a sinistra venditirici di manghi e a destra una pianta di flambuayat

 

una "tortilleria" artigianale

 

Merida, purtroppo non abbiamo avuto il tempo di visitarla: solo un giretto velocissimo e pernottamento

 

L'1 e il 2 novembre in Mexico si può assistere ad uno strano rito che discende dall tradizione indigena: il Dia de los Muertos (il giorno dei Morti), celebrato in tutto il Paese. I Messicani considerano la morte come una disgrazia in più da sopportare, e così, nel tentativo di esorcizzarla, tentano di volgerla in riso: gli indios, poi, sono convinti che le anime dei defunti rendono loro una visita annuale.

Il 31 ottobre le campane suonano per i "piccoli morti", ossia i bambini scomparsi in tenera età. In ogni famiglia vengono preparati piccoli altari addobbati di fiori bianchi. Il 1° novembre le campane suonano per gli adulti e gli altari sono decorati con fiori colorati e ricordi del defunto, per i quale si preparano i cibi un tempo preferiti. Poco prima di mezzanotte le famiglie si recano al cimitero che si illumina così di candele; si adornano le tombe di fiori: si offorno ai morti le pietanze; e si prega rievocando tutti i cari.

Se una tomba è abbandonata se ne incaricano i vicini, perchè nessuno deve essere dimenticato.

All'alba, tornando alle proprie case, si portano via il cibo offerto durante la notte e inizia il tempo della festa, delle danze e dei banchetti.

Per molti questo giorno è il più importante dell'anno, per cui i preparativi iniziano settimane prima. I commercianti fanno sfoggio sulle loro bancarelle di una macabra oggettistica: teschi in ceramica, bare, scheletri, con cui addobbare le case.

Anche in pasticceria si confezionano i dolci più strani: teschi di zucchero, scheletri di cioccolato, bare in pasta di mandorle.

 

tour dello Yucatan

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